mercoledì 22 maggio 2013

Ho cantato con Stevie Wonder!! Diario di un sogno che non dimentico..


Sono la cantante italiana che è salita per prima sul palco di Stevie Wonder! 
E non ci credo ancora di più perché seppure cantante, io sono un serio avvocato! 
Ma credo che nessuno più di me avrebbe mai desiderato quel momento..
Datch Forum, Milano 26 settembre 2008, ore 21,30, unica data italiana di Stevie Wonder: diario di un concerto straordinario.
Con mio fratello arriviamo la mattina da Palermo, in aereo Alitalia, dopo aver auspicato fino all’ultimo che si concludesse la trattativa per il salvataggio dell’azienda..
Sia io che Edoardo (mio fratello) partiamo “dopati” di aspirina in quanto lui con febbre io con tosse, raffreddore e raucedine violenta.
Tra l’altro senza riuscire (per via della febbre..) a dedicare, come ci eravamo promessi, due ore al giorno al ripasso dei testi di Stevie Wonder!
Arriviamo al Datch Forum e nonostante la cifra spesa i posti sono purtroppo collocati all’ultima fila della platea. Ma pazienza, Stevie arriverà lo stesso alle nostre orecchie, ai nostri occhi, ai nostri cuori.
Entra Stevie, suonando con una band supersonica un brano di Miles Davis, All Blues ed è subito follia generale presso il pubblico di 25 mila persone circa.
E’ simpatico, geniale, divertente e coinvolgente.
A un certo punto, non so quale del concerto perché perdo subito la cognizione del tempo sulle sue note, inizia a fare esercitare il pubblico su vocalizzi jazz sempre più difficili e il pubblico lo segue!
Terminata questa operazione, improvvisamente chiede due cantanti dal pubblico.
Io non capisco, capisce per me Edoardo. 
Mi alzo in piede ma tentenno. 
Poi mi accorgo che una tizia si muove verso il palco ed allora prendo coraggio e al grido di mio fratello “Giorgia vaiiiiii!” , in pieno stile Forest Gump, inizio a correre i 100 mt a ostacoli fino a raggiungere il paco, dove però si è già raccolta una discreta folla..
Sono circa 30 persone che, già alti in quanto milanesi, saltano scalmanati chiedendo a Stevie di essere scelti. Io mi defilo, sono troppo bassa, non mi vedono e poi tanto non ho voce stasera..
Poi scende dal palco un signore scuro e robusto in tuta e mi indica. Io indietreggio, “forse do fastidio!” è il mio pensiero. Ma lui mi raggiunge “cavolo, la cosa è seria! Mi vuole buttare fuori!” penso io.. Invece no! Mi prende per mano e sorprendentemente, senza che me ne accorga, mi porta dietro le transenne e io avanzo in stato febbrile.
Poi la febbre ce l’ho veramente..
Ho soltanto la lucidità di lasciare ad un signore la cui faccia non ricorderei la mia borsa e salgo sul palco.
Cavolo! E’ come essere sulla spiaggia più bella del mondo, si sente calore, emozione, energia..
Mi danno il microfono e mi presento. 
Tocco la schiena di Stevie che suona il piano, ma mi avvicino con discrezione, capperi c’è Stevie a un passo da me!!
Stacca il tempo e la band (molto big..) inizia a suonare una base funk. 
Io sono discreta, stranamente intimorita.. ma cosa devo fare davanti a Stevie se non contemplarlo?!
E inizio a fare dei vocalizzi, di felicità, non per gusto di esibirmi ma per esprimergli una gioia talmente incontenibile che la voce sale sale sale.. e prende e vola!
Poi gli canto in blues : “it’s my dream Stevie to play a tune with you!!” e menomale che questa cosa gliela dico in corretto inglese, nonostante la mia confusione mentale..
Lascio il microfono all’altro eletto.. e penso che forse non sono stata in grado di esprimere quanto avrei voluto ma di sicuro gli ho comunicato la mia gratitudine, la mia gioia e reverenza.
Mi danno due pass vip per il dopo concerto il cui prosieguo ascolto con ancora più intensità, in stato di trans.
Perché me su 25 mila persone?? Sarà un segno!
Nel back stage ci si presenta agli altri, si parla della nostra canzone di Stevie preferita.
In inglese (nonostante l’emozione) racconto di quando all’età di 9 anni mi ero svegliata in una giornata calda di maggio, stranamente molto presto e accesa la radio avevo sentito “OVerjoyed” che mi aveva lasciato di stucco: “dove vola questa musica?!!”.
Una canzone, un momento che mi segna la vita perché inizio a cantare attraverso la musica di Stevie a cui ho dedicato tributi e la cui opera studio ed eseguo con religiosa applicazione.
Entrano i musicisti e i coristi ad uno ad uno, educati, evoluti e ci salutano.
Uno di loro è ancor più simpatico e inizia a farci cantare in coro “Another Star” e mentre Milton, il fratello manager di Stevie riprende il momento, entra lui e l’emozione è enorme.
Simpatico ci rimprovera come un insegnate che entra in una classe di studenti scalmanati e dice di essere geloso che cantiamo la sua canzone. Che tipo straordinario!
Ci facciamo le foto. 
Mi avvicino a lui, mi presentano come la cantante che ha cantato con lui.
Non ho parole ma tanta commozione. Perché io?!
Io ed Edoardo ci stringiamo a lui e ci scattano una foto che è qualcosa di più eterno di un’immagine, è una scottatura al cuore, un dono inspiegabile.
E ora mi scrivono un sacco di persone, chiedendo di descrivere loro le mie emozioni, poi oggi un articolo su di me su La Repubblica..
Speriamo arrivi anche il tanto sospirato produttore che si interessi ai brani di mia composizione..
ma già così io sono felice e senza parole..
Forse in fin dei conti i sogni non sono solo desideri, ma talvolta, se ci credi veramente e ti avvicini con discrezione a loro, forse a volte si realizzano pure.
Giorgia Crimi


https://www.youtube.com/watch?v=az4cWu-OngI

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/01/giorgia-stevie-wonder-avvocato-duetta-col.html


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