Sono
la cantante italiana che è salita per prima sul palco di Stevie
Wonder!
E non ci credo ancora di più perché seppure cantante, io
sono un serio avvocato!
Ma credo che nessuno più di me avrebbe mai
desiderato quel momento..
Datch
Forum, Milano 26 settembre 2008, ore 21,30, unica data italiana di
Stevie Wonder: diario di un concerto straordinario.
Con
mio fratello arriviamo la mattina da Palermo, in aereo Alitalia, dopo
aver auspicato fino all’ultimo che si concludesse la trattativa per
il salvataggio dell’azienda..
Sia
io che Edoardo (mio fratello) partiamo “dopati” di aspirina in
quanto lui con febbre io con tosse, raffreddore e raucedine violenta.
Tra
l’altro senza riuscire (per via della febbre..) a dedicare, come ci
eravamo promessi, due ore al giorno al ripasso dei testi di Stevie
Wonder!
Arriviamo
al Datch Forum e nonostante la cifra spesa i posti sono purtroppo
collocati all’ultima fila della platea. Ma pazienza, Stevie
arriverà lo stesso alle nostre orecchie, ai nostri occhi, ai nostri
cuori.
Entra
Stevie, suonando con una band supersonica un brano di Miles Davis,
All Blues ed è subito follia generale presso il pubblico di 25 mila
persone circa.
E’
simpatico, geniale, divertente e coinvolgente.
A
un certo punto, non so quale del concerto perché perdo subito la
cognizione del tempo sulle sue note, inizia a fare esercitare il
pubblico su vocalizzi jazz sempre più difficili e il pubblico lo
segue!
Terminata
questa operazione, improvvisamente chiede due cantanti dal pubblico.
Io
non capisco, capisce per me Edoardo.
Mi alzo in piede ma tentenno.
Poi mi accorgo che una tizia si muove verso il palco ed allora prendo
coraggio e al grido di mio fratello “Giorgia vaiiiiii!” , in
pieno stile Forest Gump, inizio a correre i 100 mt a ostacoli fino a
raggiungere il paco, dove però si è già raccolta una discreta
folla..
Sono
circa 30 persone che, già alti in quanto milanesi, saltano
scalmanati chiedendo a Stevie di essere scelti. Io mi defilo, sono
troppo bassa, non mi vedono e poi tanto non ho voce stasera..
Poi
scende dal palco un signore scuro e robusto in tuta e mi indica. Io
indietreggio, “forse do fastidio!” è il mio pensiero. Ma lui mi
raggiunge “cavolo, la cosa è seria! Mi vuole buttare fuori!”
penso io.. Invece no! Mi prende per mano e sorprendentemente, senza
che me ne accorga, mi porta dietro le transenne e io avanzo in stato
febbrile.
Poi
la febbre ce l’ho veramente..
Ho
soltanto la lucidità di lasciare ad un signore la cui faccia non
ricorderei la mia borsa e salgo sul palco.
Cavolo!
E’ come essere sulla spiaggia più bella del mondo, si sente
calore, emozione, energia..
Mi
danno il microfono e mi presento.
Tocco la schiena di Stevie che
suona il piano, ma mi avvicino con discrezione, capperi c’è Stevie
a un passo da me!!
Stacca
il tempo e la band (molto big..) inizia a suonare una base funk.
Io
sono discreta, stranamente intimorita.. ma cosa devo fare davanti a
Stevie se non contemplarlo?!
E
inizio a fare dei vocalizzi, di felicità, non per gusto di esibirmi
ma per esprimergli una gioia talmente incontenibile che la voce sale
sale sale.. e prende e vola!
Poi
gli canto in blues : “it’s my dream Stevie to play a tune with
you!!” e menomale che questa cosa gliela dico in corretto inglese,
nonostante la mia confusione mentale..
Lascio
il microfono all’altro eletto.. e penso che forse non sono stata in
grado di esprimere quanto avrei voluto ma di sicuro gli ho comunicato
la mia gratitudine, la mia gioia e reverenza.
Mi
danno due pass vip per il dopo concerto il cui prosieguo ascolto con
ancora più intensità, in stato di trans.
Perché
me su 25 mila persone?? Sarà un segno!
Nel
back stage ci si presenta agli altri, si parla della nostra canzone
di Stevie preferita.
In
inglese (nonostante l’emozione) racconto di quando all’età di 9
anni mi ero svegliata in una giornata calda di maggio, stranamente
molto presto e accesa la radio avevo sentito “OVerjoyed” che mi
aveva lasciato di stucco: “dove vola questa musica?!!”.
Una
canzone, un momento che mi segna la vita perché inizio a cantare
attraverso la musica di Stevie a cui ho dedicato tributi e la cui
opera studio ed eseguo con religiosa applicazione.
Entrano
i musicisti e i coristi ad uno ad uno, educati, evoluti e ci
salutano.
Uno
di loro è ancor più simpatico e inizia a farci cantare in coro
“Another Star” e mentre Milton, il fratello manager di Stevie
riprende il momento, entra lui e l’emozione è enorme.
Simpatico
ci rimprovera come un insegnate che entra in una classe di studenti
scalmanati e dice di essere geloso che cantiamo la sua canzone. Che
tipo straordinario!
Ci
facciamo le foto.
Mi avvicino a lui, mi presentano come la cantante
che ha cantato con lui.
Non
ho parole ma tanta commozione. Perché io?!
Io
ed Edoardo ci stringiamo a lui e ci scattano una foto che è qualcosa
di più eterno di un’immagine, è una scottatura al cuore, un dono
inspiegabile.
E
ora mi scrivono un sacco di persone, chiedendo di descrivere loro le
mie emozioni, poi oggi un articolo su di me su La Repubblica..
Speriamo
arrivi anche il tanto sospirato produttore che si interessi ai brani
di mia composizione..
ma
già così io sono felice e senza parole..
Forse in fin dei conti i
sogni non sono solo desideri, ma talvolta, se ci credi veramente e ti
avvicini con discrezione a loro, forse a volte si realizzano pure.
Giorgia
Crimi
https://www.youtube.com/watch?v=az4cWu-OngI
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/01/giorgia-stevie-wonder-avvocato-duetta-col.html
Bene, felice di vederti online, hai debuttato alla grande!
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