1)Luigi
Pier Antonio Imbranati, Dottore in Giurisprudenza, ex fuori corso
ripetente, praticante Avvocato – antefatto – il curriculum vitae
“Il
curriculum mio? Di cosa?”.
Preoccupato,
vaga con la mente, ripercorrendo la sua vita che gli appare
improvvisamente insipida, vuota, come non mai..
A
parte la laurea..?! Il Praticante si arrovella..
“Praticamente
il nulla!!!”.
Deve
provare, deve riuscire a dare una dimensione alla sua esistenza,
ravvisare la logica del suo “percorso formativo”, in fondo ha
fatto un sacco di cose! Quali fossero però non riusciva a
ricordarle..
Combattuto,
quindi, tra l’ottimismo ed il pessimismo più bieco, tra il riso ed
il pianto, tra una lacrima sul viso, una carezza e un pugno, volare e
il mondo..
Trovato!
La chitarra!
E
sempre “studio” è”
Da
l’idea di un animo sensibile, delle doti di leadership, perché
tutti sulla spiaggia si riuniscono intorno al chitarrista a cantare
Battisti, dello spirito di adattamento, perché suonare sugli scogli
non è facile...
Anzi,
fa proprio “figo”!
E
di qui prende avvio la fantasia..
L'immagine
di “un uomo che sa”, uno giusto, tipo americano, uno che suona
sulla spiaggia (stavolta di sabbia, che fa meno male!), al tramonto,
con gli stivali... no va beh! Magari gli infradito!
Con
gli amici intorno, ma anche da solo, perché lui si basta, perché
“lui vale”.. No, quella era la pubblicità del colore dei capelli
da donna, non è proprio l'idea giusta..
Ma
la fantasia dell'uomo d'affari, “arrivato” che dopo una faticosa
giornata di lavoro, si fa un wisky, con il nodo alla cravatta
allentato ed il cane che lo segue fedele, mentre con i suoi stivali
scompare sul suo cavallo al tramonto..
Oddio,
le fantasie si sovrappongono..
Un
po' “Law and order”, un pò “Malboro Country”, un po'
l'indiano di “YMCA”..!
più
che sulla spiaggia, il Praticante era in alto mare!
All’improvviso,
dal nulla, emerge chiaro, nitido, un ricordo, quello del saggio in
parrocchia, quando accompagnando le vecchine del coro su “Mira il
tuo popolo”, era partito in un assolto di chitarra elettrica e...
lì era finita la sua carriera di musicista da chiesa!
No,
decisamente niente chitarra.
E
di lavoro? Aveva esperienze di lavoro?
“Ehm,
vediamo.. attitudine ai rapporti interpersonali, capacità di
leadership.. si, beh... l’animatore di villaggi turistici! non fa
tanto avvocato, ma noi ce lo teniamo!” disse il Praticante,
contento di aver finalmente trovato “un qualcosa”.
Tutto
questo, tutta questa affannosa ricerca perché, diceva la madre del
giovane Praticante, a cui lo aveva detto il portiere, a cui lo aveva
detto il figlio..
“Sai
quello bravo? Laureato con 110, lode e menzione in economia che
lavora da 4 anni in Inghilterra, per la Glen..per la Gonst.. come si
chiama?! la “Gongles”! quella cosa di computer famosa che ci
cerchi le cose!..”
Si,
insomma, il portiere aveva detto alla madre del Praticante (anzi,
aspirante tale, ancora!) che non può presentarsi in uno Studio senza
uno straccio di curriculum vitae!
“E
che le devo dire signora! Mio figlio dice che se hai più di 24, non
sei bilingue e non hai almeno due/tre esperienze di lavoro importanti
nel curriculum, prima di avere conseguito la “lauria”, sei fuori
dal mercato, sei già vecchio!”, soleva dire il portiere o amico o
figlio di questi.
E
poi: “signora! Io e mia moglie siamo fortunati.. mio figlio, lui
bravo è!”, aveva soggiunto, atteggiando il volto in espressione un
po’ schifata..
Premesso
che del Praticante tutto si poteva dire tranne che avesse mai avuto
malattie alle lingue.. “Bilinque?! ste cose che ci contagiano le
fimmine straniere.. buak!” diceva tra se e se la madre del
praticante.
Però
era pur vero che in tutto il palazzo fosse noto come il Praticante
non avesse mai brillato negli studi, ma che fosse piuttosto propenso
allo “schiffaramento”, ovvero l'arte del dolce far niente.
D'altra
parte il Praticante non poteva dare loro torto..
In
tutto il palazzo lo volevano anche bene, perché se si trattata di
aiutare a salire la spesa alla signora del quarto piano e l'ascensore
era fermo, era sempre il primo!
ma
si sapeva che in fondo non era mai cresciuto e che era pigro perfino
pure quando si trattava di uscire il sabato sera.
“Uscire?! si va beh!
Ma che c'è da fare?! Niente c'è da fare!” diceva agli amici ogni
volta finché non lo trascinavano fuori.
E
quindi la madre del giovane aspirante praticante avvocato non si era
poi così impressionata dell'espressione “schifiata” del portiere
che vanagloriava il proprio figlio a discapito di Pierantonio il
Praticante.
Però...
Si,
è vero, il figlio i 24 li aveva già superati (e pure i 25 ed
oltre)..
“Eh!
che sarà mai!”, diceva nei dialoghi con il padre, “non ha mica
bisogno di lavorare! Perché questa fretta?! Che i genitori lo
possono ancora mantenere, scherziamo?!”.
E
il pensiero volava a quanto in realtà un figlio in casa fosse meglio
che averlo a lavorare lontano.
“Un
figlio lontano? all’estero magari!? con tutto quello che succede?
il terrorismo, le cattive compagnie, il freddo, il malo mangiare.. un
figlio lontano un figlio perso è! E poi chi le dice ste “verità”!!
alla lunga si sistema, si sistema... anche qui, senza dovere lasciare
la sua casa e la sua famiglia!”.
Ma
il Giovane Praticante (aspirante Praticante!) Avvocato, intimamente,
un po' di disagio lo aveva, perché qualche aspirazione, seppur
sepolta nel più profondo della sua “interiorità”, ancora
l'aveva.
“Il
curriculum vitae: ma che ci devo scrivere?!”.
“Non
mi prenderanno mai! Perché la tesi non l’ho fatta in commerciale,
amministrativo.. invece che in Diritto Sportivo?!! anche se
(modestamente) tesi di tutto rispetto era!” si consolava il giovane
Praticante.
Ma
questi momenti di disagio, di disturbo nelle “interiora”, che
accusava il Praticante, poi passavano, tutto d'un tratto, quando la
mamma gli faceva il sugo e le cotolette di pollo fritto.
“Ma
t'immagini che poi uno si deve cucinare... ma come faccio io, che mia
madre cucina benissimo?!” diceva al telefono con un amico il
Praticante quando, nel corso dei momenti di crisi più nera, gli
balenava il pensiero di andare a lavorare al nord.
Poi
però un giorno, come fu come non fu, all’improvviso, del tutto
inaspettatamente: tam!! come una “tumpulata” all'improvviso: il
colloquio!
Si,
perché il fratello del padre di un compagno di liceo del Praticante
(che poi sarebbe lo zio, mi sto sembrando il presentatore coi capelli
rossi di “Scene da un matrimonio”, come si chiamava, Mengoli?!..
insomma,
questa specie di amico del parente del padre del Giovane Aspirante
Avvocato Pier Antonio, aveva un commercialista che conosceva un
avvocato che forse, ma solo forse, stava cercando, dicevano, ma
sommessamente, senza farlo sapere troppo in giro, un praticante, non
si sa mai..
L'annuncio
l'avevano fatto leggere (di nascosto) al padre, che glielo aveva
raccontato così:
AAA
cercasi neo- laureato, sesso maschile, razza ariana, giurisprudenza
specialistica (no vecchio ordinamento, perchè senno si capisce che
sei fuori corso!)
specializzazione
diritto fallimentare, bancario, commerciale
english
mother tongue language
possibilità
seconda lingua cinese/giapponese
automunito
no
coniugato
disp.
full time, orario continuato
no
perditempo
In
realtà né il padre, né tanto meno il figlio, giovane praticante,
avevano capito almeno la metà delle cose richieste.
Una
cosa era certa: il praticante la macchina ce l'aveva e non aveva
proprio intenzione di sposarsi, né ora né mai.
E
così il padre del giovane speranzoso aspirante, tramite il basista
dello studio legale aveva strappato alla segretaria la promessa di
fare incontrare il praticante all'Avvocato, per un colloquio
conoscitivo.
“Senti
a me” aveva detto all'amico del padre del praticante la segretaria,
“il curriculum che mi hai dato io farò finta di non averlo mai
ricevuto e questo per la nostra amicizia. Se poi l'Avvocato glielo
chiede al ragazzo, gliene faccio leggere un'altro. Tanto quelli poi
tutti uguali sono, tutti minchiate scrivono!”.
Si,
aveva un colloquio, finalmente, anche lui, il giovane aspirante
avvocato.. “Giovane” che continueremo a chiamare tale solo per
convenzione, dato che non lo è più del tutto..
A
29 anni quasi 30 di età e 7 (circa, anno più, anno meno..) e
qualche sessione di Università, è più esatto dire “giovanile”..
Ma
in fondo, tra disoccupazione e fuga dei cervelli, assistenzialismo e
immigrazione, crisi economica, globalizzazione e buco dell’ozono
(che ci sta sempre bene..), lui l’ha sempre pensato, a trent’anni
la notte ancora giovane è!
To
be continued....
Di Giorgia Crimi
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