giovedì 23 maggio 2013

Luigi Pier Antonio Imbranati, Dottore in Giurisprudenza, ex fuori corso ripetente, praticante Avvocato - Antefatto. Il curriculum vitae.


1)Luigi Pier Antonio Imbranati, Dottore in Giurisprudenza, ex fuori corso ripetente, praticante Avvocato – antefatto – il curriculum vitae

Il curriculum mio? Di cosa?”.
Preoccupato, vaga con la mente, ripercorrendo la sua vita che gli appare improvvisamente insipida, vuota, come non mai..
A parte la laurea..?! Il Praticante si arrovella..
Praticamente il nulla!!!”.
Deve provare, deve riuscire a dare una dimensione alla sua esistenza, ravvisare la logica del suo “percorso formativo”, in fondo ha fatto un sacco di cose! Quali fossero però non riusciva a ricordarle..
Combattuto, quindi, tra l’ottimismo ed il pessimismo più bieco, tra il riso ed il pianto, tra una lacrima sul viso, una carezza e un pugno, volare e il mondo..
Trovato! La chitarra!
E sempre “studio” è”
Da l’idea di un animo sensibile, delle doti di leadership, perché tutti sulla spiaggia si riuniscono intorno al chitarrista a cantare Battisti, dello spirito di adattamento, perché suonare sugli scogli non è facile...
Anzi, fa proprio “figo”!
E di qui prende avvio la fantasia..
L'immagine di “un uomo che sa”, uno giusto, tipo americano, uno che suona sulla spiaggia (stavolta di sabbia, che fa meno male!), al tramonto, con gli stivali... no va beh! Magari gli infradito!
Con gli amici intorno, ma anche da solo, perché lui si basta, perché “lui vale”.. No, quella era la pubblicità del colore dei capelli da donna, non è proprio l'idea giusta..
Ma la fantasia dell'uomo d'affari, “arrivato” che dopo una faticosa giornata di lavoro, si fa un wisky, con il nodo alla cravatta allentato ed il cane che lo segue fedele, mentre con i suoi stivali scompare sul suo cavallo al tramonto..
Oddio, le fantasie si sovrappongono..
Un po' “Law and order”, un pò “Malboro Country”, un po' l'indiano di “YMCA”..!
più che sulla spiaggia, il Praticante era in alto mare!
All’improvviso, dal nulla, emerge chiaro, nitido, un ricordo, quello del saggio in parrocchia, quando accompagnando le vecchine del coro su “Mira il tuo popolo”, era partito in un assolto di chitarra elettrica e... lì era finita la sua carriera di musicista da chiesa!
No, decisamente niente chitarra.
E di lavoro? Aveva esperienze di lavoro?
Ehm, vediamo.. attitudine ai rapporti interpersonali, capacità di leadership.. si, beh... l’animatore di villaggi turistici! non fa tanto avvocato, ma noi ce lo teniamo!” disse il Praticante, contento di aver finalmente trovato “un qualcosa”.
Tutto questo, tutta questa affannosa ricerca perché, diceva la madre del giovane Praticante, a cui lo aveva detto il portiere, a cui lo aveva detto il figlio..
Sai quello bravo? Laureato con 110, lode e menzione in economia che lavora da 4 anni in Inghilterra, per la Glen..per la Gonst.. come si chiama?! la “Gongles”! quella cosa di computer famosa che ci cerchi le cose!..”
Si, insomma, il portiere aveva detto alla madre del Praticante (anzi, aspirante tale, ancora!) che non può presentarsi in uno Studio senza uno straccio di curriculum vitae!
E che le devo dire signora! Mio figlio dice che se hai più di 24, non sei bilingue e non hai almeno due/tre esperienze di lavoro importanti nel curriculum, prima di avere conseguito la “lauria”, sei fuori dal mercato, sei già vecchio!”, soleva dire il portiere o amico o figlio di questi.
E poi: “signora! Io e mia moglie siamo fortunati.. mio figlio, lui bravo è!”, aveva soggiunto, atteggiando il volto in espressione un po’ schifata..
Premesso che del Praticante tutto si poteva dire tranne che avesse mai avuto malattie alle lingue.. “Bilinque?! ste cose che ci contagiano le fimmine straniere.. buak!” diceva tra se e se la madre del praticante.
Però era pur vero che in tutto il palazzo fosse noto come il Praticante non avesse mai brillato negli studi, ma che fosse piuttosto propenso allo “schiffaramento”, ovvero l'arte del dolce far niente.
D'altra parte il Praticante non poteva dare loro torto..
In tutto il palazzo lo volevano anche bene, perché se si trattata di aiutare a salire la spesa alla signora del quarto piano e l'ascensore era fermo, era sempre il primo!
ma si sapeva che in fondo non era mai cresciuto e che era pigro perfino pure quando si trattava di uscire il sabato sera.
Uscire?! si va beh! Ma che c'è da fare?! Niente c'è da fare!” diceva agli amici ogni volta finché non lo trascinavano fuori.
E quindi la madre del giovane aspirante praticante avvocato non si era poi così impressionata dell'espressione “schifiata” del portiere che vanagloriava il proprio figlio a discapito di Pierantonio il Praticante.
Però...
Si, è vero, il figlio i 24 li aveva già superati (e pure i 25 ed oltre)..
Eh! che sarà mai!”, diceva nei dialoghi con il padre, “non ha mica bisogno di lavorare! Perché questa fretta?! Che i genitori lo possono ancora mantenere, scherziamo?!”.
E il pensiero volava a quanto in realtà un figlio in casa fosse meglio che averlo a lavorare lontano.
Un figlio lontano? all’estero magari!? con tutto quello che succede? il terrorismo, le cattive compagnie, il freddo, il malo mangiare.. un figlio lontano un figlio perso è! E poi chi le dice ste “verità”!! alla lunga si sistema, si sistema... anche qui, senza dovere lasciare la sua casa e la sua famiglia!”.
Ma il Giovane Praticante (aspirante Praticante!) Avvocato, intimamente, un po' di disagio lo aveva, perché qualche aspirazione, seppur sepolta nel più profondo della sua “interiorità”, ancora l'aveva.
Il curriculum vitae: ma che ci devo scrivere?!”.
Non mi prenderanno mai! Perché la tesi non l’ho fatta in commerciale, amministrativo.. invece che in Diritto Sportivo?!! anche se (modestamente) tesi di tutto rispetto era!” si consolava il giovane Praticante.
Ma questi momenti di disagio, di disturbo nelle “interiora”, che accusava il Praticante, poi passavano, tutto d'un tratto, quando la mamma gli faceva il sugo e le cotolette di pollo fritto.
Ma t'immagini che poi uno si deve cucinare... ma come faccio io, che mia madre cucina benissimo?!” diceva al telefono con un amico il Praticante quando, nel corso dei momenti di crisi più nera, gli balenava il pensiero di andare a lavorare al nord.
Poi però un giorno, come fu come non fu, all’improvviso, del tutto inaspettatamente: tam!! come una “tumpulata” all'improvviso: il colloquio!
Si, perché il fratello del padre di un compagno di liceo del Praticante (che poi sarebbe lo zio, mi sto sembrando il presentatore coi capelli rossi di “Scene da un matrimonio”, come si chiamava, Mengoli?!..
insomma, questa specie di amico del parente del padre del Giovane Aspirante Avvocato Pier Antonio, aveva un commercialista che conosceva un avvocato che forse, ma solo forse, stava cercando, dicevano, ma sommessamente, senza farlo sapere troppo in giro, un praticante, non si sa mai..
L'annuncio l'avevano fatto leggere (di nascosto) al padre, che glielo aveva raccontato così:
AAA cercasi neo- laureato, sesso maschile, razza ariana, giurisprudenza specialistica (no vecchio ordinamento, perchè senno si capisce che sei fuori corso!)
specializzazione diritto fallimentare, bancario, commerciale
english mother tongue language
possibilità seconda lingua cinese/giapponese
automunito
no coniugato
disp. full time, orario continuato
no perditempo

In realtà né il padre, né tanto meno il figlio, giovane praticante, avevano capito almeno la metà delle cose richieste.
Una cosa era certa: il praticante la macchina ce l'aveva e non aveva proprio intenzione di sposarsi, né ora né mai.
E così il padre del giovane speranzoso aspirante, tramite il basista dello studio legale aveva strappato alla segretaria la promessa di fare incontrare il praticante all'Avvocato, per un colloquio conoscitivo.
Senti a me” aveva detto all'amico del padre del praticante la segretaria, “il curriculum che mi hai dato io farò finta di non averlo mai ricevuto e questo per la nostra amicizia. Se poi l'Avvocato glielo chiede al ragazzo, gliene faccio leggere un'altro. Tanto quelli poi tutti uguali sono, tutti minchiate scrivono!”.
Si, aveva un colloquio, finalmente, anche lui, il giovane aspirante avvocato.. “Giovane” che continueremo a chiamare tale solo per convenzione, dato che non lo è più del tutto..
A 29 anni quasi 30 di età e 7 (circa, anno più, anno meno..) e qualche sessione di Università, è più esatto dire “giovanile”..

Ma in fondo, tra disoccupazione e fuga dei cervelli, assistenzialismo e immigrazione, crisi economica, globalizzazione e buco dell’ozono (che ci sta sempre bene..), lui l’ha sempre pensato, a trent’anni la notte ancora giovane è!
To be continued....
Di Giorgia Crimi

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